Newsletter #46 — 29 agosto 2026
Eccoci, buon sabatooo….. 😀
Oggi bisogna attivarsi e mettersi alla prova.
Fare chiarezza e riflettere a fondo.
Ti offriamo una preziosa possibilità di fare il punto della tua impresa turistica rispondendo a poche domande precise.
E’ vitale per te capire se il tuo prodotto funziona oppure no. Se non funziona stai buttando i tuoi soldi in marketing mentre corri verso il precipizio.
Rallenta e rifletti.
Anche questo sabato:
leggi per sapere e conosci per decidere meglio.
Benvenuto a bordo.
Procediamo verso la nostra Next Destination.
Buona lettura.
Se tutto questo non ti interessa, sei troppo impegnato e non riesci a trovare soltanto 15 minuti… siamo felicissimi di non riempire la tua casella di posta per cui clicca sul link che trovi in basso e annullare la tua iscrizione.
Se ti piace “leggere”… con le orecchie, magari passeggiando o facendo sport, allora ti lasciamo con i nostri speakers ufficiali, Alessandro e Alessandra.
Il test dei 7 segni: il problema è il prodotto o il marketing?
Nel 2000, Reed Hastings e Marc Randolph volarono a Dallas con una proposta semplice: vendere Netflix a Blockbuster per 50 milioni di dollari (Newsweek, fact-check).
Netflix perdeva soldi, aveva poche centinaia di migliaia di abbonati, e sembrava un esperimento destinato a sparire. Blockbuster era il gigante: migliaia di negozi, marchio conosciuto in tutta l’America, marketing potente.
L’allora CEO di Blockbuster, John Antioco, rifiutò.
Randolph ha raccontato più volte che li “cacciarono ridendo dalla stanza” (Fortune, 14 apr 2023).
Dieci anni dopo, nel 2010, Blockbuster dichiarò bancarotta.
Netflix è oggi uno dei colossi globali dell’intrattenimento.
Cosa è andato storto?
Non il marketing di Blockbuster: quello funzionava benissimo, tant’è che il marchio era ovunque.
È andato storto il prodotto: un modello basato su negozi fisici e penali di ritardo, mentre il mercato chiedeva comodità e poi streaming.
Nessuna campagna pubblicitaria, per quanto geniale, poteva salvare un prodotto vs marketing turismo che il cliente non voleva più.
Chiamiamola “la lezione Blockbuster Netflix”: attenzione, dunque, un cambiamento del modello di business nel turismo può sembrare irrilevante finché non travolge tutto.
E non ti sembra che oggi stiano cambiando molte cose in gran fretta?
Non ti sembra che l’Ai bisogna studiarla con attenzione per non fare la fine di Blockbuster? (E a intuito potrei azzardare che, per quanto tu sia bravo, sei almeno un pochino meno potente del colosso anni 90 dei Vhs).
La resistenza al cambiamento in una impresa è quasi sempre razionale sul momento — Blockbuster incassava ancora bene nel 2000 — e quasi sempre fatale col senno di poi.
Non riconoscere per tempo un errore strategico anche per una impresa turistica costa più di qualsiasi campagna sbagliata. Vale per lo streaming quanto per un tour operator che non aggiorna la propria offerta da anni: l’innovazione in una impresa turistica non è un vezzo da “early adopter”, è una forma di sopravvivenza.
E’ struttura e sostanza. E’ vincere sulla concorrenza (o, almeno, rimanere in gioco)
Due settimane fa abbiamo parlato di cosa viene prima del marketing: prodotto, target, prezzo giusto. Oggi passiamo dalla teoria alla diagnosi. Un test pratico, in 7 domande, per capire dove sta davvero il tuo problema.
Perché serve un test, e non un’impressione
“Il miglior marketing del mondo non può salvare un cattivo prodotto.”
Lo abbiamo già scritto molti anni fa, ma vale la pena ripeterlo, perché è la premessa di tutto quello che segue.
Molte imprese turistiche credono di avere un problema di visibilità.
In realtà, molto spesso il problema è l’offerta: poco differenziata, poco desiderabile o costruita senza una logica strategica.
È la classica confusione tra prodotto vs marketing turismo: quando il prodotto è debole, nessun budget pubblicitario può salvarti. E capire quale dei due problemi hai davanti, prodotto o marketing, cambia completamente la cura.
Questo test “prodotto o marketing per il turismo” nasce proprio per rispondere a questa domanda con criteri verificabili, non a sensazione.
Il problema prodotto o marketing, in fondo, si riduce sempre a una cosa: guardare i numeri giusti prima di spendere il primo euro in comunicazione.
Rispondi a queste 7 domande.
Se fallisci 4 o più segni, non alzare il budget adv.
Ripensa la tua offerta turistica.
Il motivo per cui questo test serve, e non basta l’istinto, è semplice: chi vive dentro la propria azienda tende a confondere i due problemi.
Un calo di vendite genera ansia, e l’ansia spinge quasi sempre verso la stessa reazione — fare più marketing, più ads, più post.
È la reazione più naturale e, spesso, la meno utile.
Un test con criteri oggettivi toglie l’ansia dall’equazione e lascia parlare i dati. Capire se il problema è il prodotto prima di agire ti evita di curare il sintomo sbagliato per mesi.





