Buon Sabatoooo… ricco😀

Benvenuto alla edizione di Next Destination N°23.

Questa settimana iniziamo una serie che andrà avanti almeno per 4 edizioni (ma non consecutive) che riguarda la gestione finanziaria stretta di una impresa turistica.

Non roba difficile e pallosa ma pochi (…forse un pò di più) concetti da applicare subito per una ragione ben precisa:

NON DISSIPARE IL TUO MARGINE.

Sembra incredibile ma potremmo essere pronti a scommettere che il margine che dichiari e credi fermamente di ottenere ad una verifica con la calcolatrice è ben diverso.

Molto più basso.

Capisci che stiamo parlando del pilastro portante e della pietra angolare della tua azienda. Cioè vita o morte…

Abbiamo preparato per voi uno strumento efficace in grado di creare simulazioni e ipotizzare scenari sui quali riflettere molto facile e intuitivo.

Scordati le formule (che pure ti daremo) e usa il nostro calcolatore gratis di prezzi e margini per il turismo.

Dunque ne vale la pena mi pare…

Altra cosa importante: visto che la crisi innescata dalla guerra in Iraq prosegue e si stratifica ogni giorno di più, se non lo hai fatto, dai una occhiata al nostro manuale per crescere in tempo di crisi?

Gestisci bene tutte le obiezioni che ti stanno arrivando e sii lungimirante ed elastico.

Ricavati ora o più tardi 15 minuti per leggere, imparare, riflettere.

(E poi lunedì un’oretta per recuperare dati e fare simulazioni)

La tua impresa turistica ne gioverà.

Benvenuto a bordo.

Procediamo verso la nostra Next Destination.

Se tutto questo non ti interessa, sei troppo impegnato e non riesci a trovare soltanto 15 minuti… siamo felicissimi di non riempire la tua casella di posta per cui clicca sul pulsante qui sotto per salutarci.

Grazie in ogni caso e buon viaggio. 👋

MIND YOUR BUSINESS

Di cosa parliamo

Da oggi ci facciamo… gli affari tuoi!

E tu sei sicuro di farti davvero gli affari tuoi?

Scoprilo leggendo e poi cerca i tuoi numeri per verificare.

Oggi apriamo gli occhi su questi aspetti ed è questa la nostra… Next Destination.

MARKUP VS MARGINE AGENZIA VIAGGI: L'ERRORE INVISIBILE CHE TI COSTA IL 7% DEGLI UTILI

Guida al prezzo di vendita del pacchetto turistico: come calcolare il margine reale

Un errore che fa il 90% degli operatori italiani. Oggi lo smonti — con un tool gratuito.

I tuoi commerciali hanno appena brindato alla chiusura di una serie di pacchetti per la prossima stagione. Il gestionale segna finalmente un segno "più" incoraggiante. Eppure, quando apri l'home banking per pagare gli F24, i fornitori o gli stipendi, ti assale quella sgradevole sensazione di vuoto allo stomaco.

"Dove sono finiti i soldi?"

Benvenuto nel paradosso della piccola e media impresa turistica italiana:

il fatturato cresce mentre la cassa sparisce.

Come si dice nel settore: "Il fatturato è vanità, l'utile è ragionevolezza, la cassa è realtà."

Se stai vivendo quella frustrazione silenziosa di chi vede i numeri crescere ma non riesce a spiegarsi perché il conto corrente non segue — questa newsletter è scritta per te.

Prima di arrivare in fondo troverai uno strumento gratuito che ti dà la risposta esatta sui tuoi numeri reali. Per ora, capiamo perché questo errore esiste e perché quasi nessuno te lo ha mai detto con chiarezza.

Oggi iniziamo a smontare l'errore matematico più insidioso del pricing nel turismo. Un errore che non fa rumore, non manda notifiche, non appare in nessun report. Però ti svuota la cassa con la costanza di un rubinetto aperto. In silenzio. Ogni giorno.

La storia di Marco: quando "vendere tanto" non basta

Immagina Marco. Titolare di un'agenzia viaggi a Bari. Professionista stimato, curriculum solido, sala d'attesa sempre piena di clienti. Marco lavora 12 ore al giorno. Ha due dipendenti bravi, un ufficio in centro, un sito rifatto due anni fa.

Marco ha una regola di pricing — appresa dai "vecchi" del mestiere — che applica da vent'anni senza mai metterla in discussione:

"Prendi il costo del fornitore e aggiungi il 30%. Con il 30% ci paghiamo tutto e avanza il guadagno."

A metà della stagione estiva, Marco ha venduto viaggi per 500.000 €. Secondo la sua logica, dovrebbe avere 150.000 € di utile lordo in tasca.

Eppure fatica a pagare l'affitto dei locali in centro e il rinnovo delle licenze dei software gestionali. Il conto corrente sembra costantemente in riserva.

Marco chiama il commercialista.

Il commercialista apre il bilancio.

Silenzio.

Due calcoli.

E poi dice una cosa sola, con quella calma che fanno solo le verità scomode:

"Marco, non hai un problema di vendite. Hai un problema di formula."

Quel giorno Marco scopre che ha applicato per anni un ricarico (Markup) del 30%, convinto che rappresentasse il suo margine reale sull'agenzia viaggi. Nessuno gliel'aveva mai detto con chiarezza.

C'è un'emozione precisa in quel momento — non è rabbia, non è vergogna: è la sensazione acuta di aver perso soldi che non sapevi di stare perdendo. Più acuta di un conto in rosso, perché quel rosso non l'hai mai visto. Era nascosto nella formula.

Quando Marco rifà i calcoli, il quadro è impietoso:

per ogni 100 € di costo su cui applicava il markup, stava lasciando sul tavolo quasi 13 € che avrebbe potuto incassare legittimamente. Anno dopo anno. Pratica dopo pratica. In silenzio.

Marco non è un caso isolato. È la storia di migliaia di agenzie viaggi e tour operator italiani.

Magari è anche la tua.

L'illusione del ricarico: la differenza che vale migliaia di euro

Il Markup (ricarico) è la percentuale che aggiungi sopra il costo per arrivare al prezzo di vendita. Guarda al passato: al costo sostenuto.

Il Margine è la percentuale del prezzo di vendita finale che costituisce il tuo effettivo profitto. Guarda al futuro: a quanto rimane nelle tue tasche di ogni euro incassato.

Sembrano sinonimi. Non lo sono.

Il calcolo che quasi tutti fanno — e che è sbagliato:

Un servizio ti costa 100 €. Aggiungi il 30% di markup → vendi a 130 €. Ti sembra di guadagnare il 30%. Facciamo la prova del nove: 30 € ÷ 130 € = 23,07%. In tasca ti rimane il 23%, non il 30%.

Questo non è un tuo errore di distrazione. È un meccanismo cognitivo preciso: il cervello usa il primo numero disponibile — il costo — come ancora di riferimento. Aggiunge la percentuale.

E chiama "guadagno" quella differenza. Lo fa automaticamente, lo fa chiunque. Nella letteratura cognitiva si chiama anchoring bias: ci ancoriamo al primo dato disponibile e costruiamo tutto il ragionamento su quello, anche quando quel dato è il denominatore sbagliato.

Nominarlo non cambia il numero — ma toglie la vergogna e apre la strada alla correzione.

Il calcolo mark up del pacchetto turistico che tutti applicano istintivamente è esattamente questo: aggiungere una percentuale al costo e chiamarla "margine". Nel calcolo del ricarico dei pacchetti turistici, questa confusione è universale, sistematica — e costosissima. Con margini di manovra compressi tra il 4% e il 7%, questo errore può decidere se la tua azienda sopravvive al prossimo biennio o no.

Hai mai calcolato il tuo margine reale sull'ultima pratica chiusa?

Se la risposta è no — o se non sei sicuro della risposta — quello che stai per leggere ti costerà cinque minuti. E potrebbe farti guadagnare 70.000 euro.

La tabella che non vorresti vedere

Costo (€)

Markup +30%

Prezzo Markup (€)

Margine Reale

Prezzo Corretto 30% (€)

€ "Persi"

500

+150

650

23,07%

714

64

1.000

+300

1.300

23,07%

1.428

128

2.000

+600

2.600

23,07%

2.857

257

5.000

+1.500

6.500

23,07%

7.142

642

10.000

+3.000

13.000

23,07%

14.285

1.285

Traduzione concreta: i 64 € persi su un viaggio da 500 € sono il costo di un'ora di consulenza che non pagherai mai.

I 128 € su 1.000 € coprono un mese di software gestionale. I 1.285 € su 10.000 € sono quasi una mensilità di un dipendente part-time.

Soldi reali — non cifre astratte — che spariscono per un errore di formula che si corregge in 30 secondi.

Su un solo viaggio da 10.000 €, confondere markup e margine ti costa 1.285 € di utile netto. Non perché il mercato sia duro. Perché la formula era sbagliata dall'inizio.

Quanto guadagna davvero un'agenzia viaggi? La risposta che nessuno ti dà

Quanto guadagna un'agenzia viaggi in Italia, realmente, al netto di tutti i costi? Molto meno di quanto il fatturato faccia credere.

Se la tua agenzia genera un volume d'affari di un milione di euro l'anno e commetti sistematicamente l'errore markup/margine del 7%, stai rinunciando a 70.000 € di utile netto ogni anno.

Non stiamo parlando di fatturato in meno. Stiamo parlando di guadagno netto dell'agenzia viaggi — la cifra che dovrebbe essere il tuo stipendio, il premio per i dipendenti, il capitale per rinnovare l'ufficio.

Sono 70.000 € che ogni mattina, entrando in agenzia, escono dalla porta senza che tu te ne accorga. Circa 200 € al giorno. In silenzio.

Le aziende chiudono per un motivo preciso: la compressione dei margini operativi erode la liquidità disponibile prima ancora che il fatturato crolli. La redditività dell'agenzia viaggi non si misura sul fatturato: si misura su quanto rimane dopo che ogni costo è stato coperto.

Quello che non metti nel costo ti mangia il guadagno

C'è un secondo livello di errore, ancora più diffuso del primo:

il calcolo parziale del costo.

Pensa all'ultimo preventivo che hai costruito. Hai incluso hotel, volo, transfer. Hai calcolato la tua percentuale. Hai mandato il prezzo al cliente.

Ma hai incluso la tua quota di costi fissi mensili?

Quasi tutti i calcoli di markup agenzia viaggi includono solo il costo del fornitore e dimenticano completamente gli overhead — i costi necessari a tenere aperta la struttura ogni mese, indipendentemente da quante pratiche chiudi.

Per fare un full costing del pacchetto turistico corretto, devi spalmare su ogni pratica la tua quota di costi fissi aziendali. Per una media agenzia italiana nel 2025, questi sono i costi fissi mensili stimati medi (da rivedere anche con un +15% per il 2026):

Affitto e utenze: 1.200–2.000 € Personale (2-3 dipendenti): 4.000–6.000 € Software e licenze digitali (GDS, CRM, Booking Engine): 800–1.200 € Marketing e pubblicità: 400–700 € Assicurazioni RC e Fondo Garanzia: 200–400 €

Totale annuo stimato: 60.000–70.000 € prima ancora di aver venduto il primo viaggio.

(Nota: questi sono valori di riferimento per un'agenzia con sede fisica e 2-3 dipendenti. La tua struttura può variare — proprio per questo il nostro Calcolatore ti permette di inserire i tuoi costi reali.)

Se la tua agenzia chiude 200 pratiche l'anno, ogni singola pratica deve assorbire almeno 300–350 € di overhead prima ancora di calcolare il margine sul fornitore. Se non includi questa quota nel costo base — nel "C" della formula — il tuo margine del 23% viene divorato dai costi fissi, lasciandoti con un utile netto pari a zero o in rosso.

Questo è il vero costo della pratica: non solo il fornitore, ma tutta la struttura necessaria a servirlo.

Smetti di aggiungere. Inizia a dividere.

Per sapere come calcolare il prezzo di un viaggio organizzato garantendoti il margine reale che desideri, la formula corretta è questa:

Prezzo = Costo ÷ (1 − Margine Desiderato %)

Esempio: costo 100 €, margine desiderato 30% → 100 ÷ 0,70 = 142,86 €. Non 130 €.

Quella differenza di quasi 13 € per pratica non è un'opinione: è la tua sopravvivenza finanziaria concreta.

Questa formula è vitale perché i prodotti turistici hanno un'alta componente di costi fissi: posti bus, camere in allotment, guide pre-contrattualizzate. Avere la certezza matematica del tuo margine agenzia viaggi è l'unico modo per sapere fino a dove puoi spingere sconti e promozioni senza vendere sottocosto.

Un margine lordo superiore al 12% è il minimo per la salute di un'agenzia generalista. I margini tour operator per viaggi tailor-made dovrebbero stare tra il 15% e il 25%. I margini dei pacchetti turistici di qualità si costruiscono prima di vendere, non dopo.

📌 La regola in una frase

Prezzo corretto = Costo ÷ (1 − Margine desiderato). Mai: Costo + Percentuale. La differenza tra le due formule vale migliaia di euro l'anno su ogni milione di fatturato. Con un margine target del 30%: costo 100 € → prezzo corretto 142,86 €, non 130 €.

La trappola degli sconti: come un "piccolo favore" distrugge l'azienda

Il tuo commerciale entra e dice: "Capo, posso fare il 10% per chiudere?". Sembra ragionevole. Non lo è.

Se il tuo margine reale è al 30% e concedi il 10% di sconto, per recuperare lo stesso utile in euro di prima devi vendere il 50% di viaggi in più. Mezza azienda lavora gratis per recuperare quel "piccolo favore".

Peggio: se il tuo margine lordo è al 15% e qualcuno ti chiede il 20% di sconto, stai pagando tu per far partire il cliente. Lo sconto commerciale ha un impatto sul margine molto più violento di quanto appaia.

Regola assoluta: nessuno sconto senza aver prima verificato il margine reale. Mai.

Ora puoi calcolarlo precisamente e velocemente (preparati tutti i dati e poi andrai come un fulmine per verificare tutti i tuoi prezzi.

Agenzia vs Tour Operator: due modelli, stesso errore

Agenzia viaggi (mass market) Tariffa net 2.000 €, obiettivo 15% di margine per coprire il costo pratica.

Markup: 2.000 + 15% = 2.300 € Corretto: 2.000 ÷ 0,85 = 2.352 €

Differenza: 52 € per pratica. Su 200 pratiche l'anno → 10.400 € di profitto evaporato.

Tour Operator tailor-made (viaggio di nozze in Giappone) Costo netto 8.000 €, obiettivo 25% di margine (per 20-40 ore di pianificazione e la qualità del prodotto).

Markup: 8.000 + 25% = 10.000 € Corretto: 8.000 ÷ 0,75 = 10.666 €

Commettendo l'errore, hai regalato 666 € al cliente.

Il margine netto tour operator che pensavi di avere non esiste.

Il profitto del tour operator per pacchetto non è mai quello che appare in superficie: dipende interamente dalla formula usata.

Quanto guadagna davvero un tour operator per pratica? Dipende da quale metodo usa — e ora lo sai. Il calcolo del profitto dei viaggi non è un optional: è la base su cui si regge tutto.

Il fisco ci mette del suo. Per questo la formula conta doppio.

In Italia vige il regime del margine agenzie viaggi 74-ter — il cosiddetto Tour Operators Margin Scheme (TOMS) nella nomenclatura europea. L'IVA sui pacchetti turistici non si calcola sul fatturato totale, ma esclusivamente sul margine lordo del pacchetto.

Tradotto in termini concreti:

l'IVA sul margine agenzie viaggi si applica proprio sulla parte che hai già ridotto con l'errore di formula. Ogni punto percentuale bucato dalla formula sbagliata è un punto in meno nella tua capacità di assorbire il carico fiscale.

Il fisco non è il problema.

Il problema è presentarti al fisco con un margine già eroso.

Prima di calcolare qualunque prezzo di vendita del pacchetto turistico: parla con un commercialista specializzato in turismo.

Questa premessa fiscale non si può ignorare.

Il regalo di questo numero: il tuo Calcolatore gratuito

La matematica ti dà quello che l'istinto non può: certezza.

Abbiamo costruito il Calcolatore di Prezzi e Margini per i tuoi viaggi e pacchetti creato dal tem di SmartAds.it — non un foglio Excel generico, ma uno strumento progettato per l'economia reale dell'operatore turistico italiano. Include il calcolo costi viaggio completo: alloggi, trasporto, guide locali, commissioni OTA, assicurazioni, buffer valutari, fondo emergenza.

Abbiamo tradotto e adattato per il mercato italiano l’ottimo progetto originario creato per la community di Tourpreneur che ti consigliamo di seguire per avere un respiro più ampio del tuo settore.

Per utilizzare al meglio il calcolatore devi prepararti tutti i parametri che ti richiede (alcuni sono sempre gli stessi così potrai testare tutti i tuoi prodotti).

Con i dati già pronti è davvero questione di secondi…

Il tuo compito per questa settimana:

  1. Prendi le ultime tre pratiche chiuse

  2. Inserisci il costo totale — includendo una quota di overhead

  3. Guarda il numero nella cella "Margine Reale %"

Se quel numero è sotto il 10–12%, la redditività dei tuoi pacchetti viaggio organizzati è a rischio concreto.

L'analisi margini dell'agenzia viaggi non è un esercizio accademico: è la base della gestione dei ricavi del tour operator. Hai i numeri sotto controllo quando sei tu a scegliere — non quando qualcuno te lo impone.

Prenditi del tempo per scoprire tutte le potenzialità del nostro calcolatore.

Ci sono ben 8 sezioni ognuna con uno scopo ed una funzionalità.

Ti invitiamo a riflettere sui numeri e a fare le tue valutazioni sulle variazioni possibili o ipotizzando casi specifici (per esempio un minore/maggiore riempimento, maggiore/minore spesa per il marketing ecc).

Domande frequenti sul calcolo del margine (FAQ)

Qual è la differenza tra markup e margine in un'agenzia viaggi?

Il markup è la percentuale aggiunta al costo per ottenere il prezzo di vendita (es. +30% su 100 € = 130 €). Il margine è la percentuale del prezzo finale che rappresenta il guadagno reale (30 € su 130 € = 23,07%, non 30%). Confonderli significa sottostimare sistematicamente il prezzo di vendita necessario.

Come si calcola il prezzo di vendita corretto di un pacchetto turistico?

Formula: Prezzo = Costo ÷ (1 − Margine Desiderato). Con costo 100 € e margine desiderato 30%: 100 ÷ 0,70 = 142,86 €. Non 130 €.

Quanto deve essere il margine lordo di un'agenzia viaggi per essere sostenibile?

Minimo 12% per un'agenzia generalista. 15–25% per tour operator tailor-made. Sotto il 10%, i costi fissi erodono completamente l'utile netto.

Cosa si intende per full costing nel turismo?

Il full costing include nel costo base di ogni pratica non solo i costi diretti del fornitore (hotel, volo, transfer), ma anche la quota proporzionale dei costi fissi aziendali mensili (affitto, personale, software, marketing). Senza questa quota, il margine calcolato non riflette la redditività reale.

Cos'è il regime 74-ter per le agenzie viaggi?

È il regime IVA speciale (Tour Operators Margin Scheme) applicato in Italia ai pacchetti turistici. L'IVA non si calcola sul fatturato totale ma esclusivamente sul margine lordo del pacchetto. Questo rende ancora più critico avere un margine reale calcolato correttamente.

— Il team di SmartAds.it
Partner evolutivo e tecnologico per la crescita di imprese turistiche

📌 P.S. — Chi legge questa newsletter appartiene già a una categoria diversa di operatori: quelli che scelgono di capire i propri numeri prima che li sorprendano. Hai un collega che applica ancora il markup "a occhio"?

Inoltragliela. Gli farai un favore concreto — e lui capirà da solo in che categoria vuole stare.

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Buon lavoro e buon viaggio verso la tua… Next destination 😄 💡

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