
Buon Sabatoooo 😀
Benvenuto alla edizione di Next Destination N°21.
Abbiamo preparato questo numero in una settimana in cui dormire era un lusso.
Non per noi — noi eravamo al sicuro, davanti agli schermi. Ma per centinaia di agenti di viaggio, tour operator che in questi giorni hanno fatto cose che nessun manuale prevede: localizzare clienti bloccati nelle aree di crisi e di guerra, per esempio a Dubai nel mezzo della notte, negoziare rimborsi con vettori che non rispondono, spiegare alle famiglie perché la polizza che hanno pagato non vale niente quando c'è una guerra in corso.
Li abbiamo seguiti. Abbiamo letto i loro messaggi nelle community, le dichiarazioni alle associazioni di categoria, le testimonianze raccolte dalla stampa. E abbiamo pensato una cosa sola: queste persone meritano più di un articolo di cronaca.
Meritano qualcuno che trasformi il caos in chiarezza. Che prenda i numeri — 21.300 voli cancellati, 6 miliardi di euro a rischio, 563 italiani bloccati sul ponte di una nave a guardare i missili sopra Dubai — e li trasformi in strumenti.
In decisioni. In azioni concrete da iniziare a fare subito già lunedì mattina.
È esattamente quello che trovi in questo numero.
Alla fine per gli iscritti c’è una guida completa, un vero MANUALE PRATICO E OPERATIVO di circa 18 pagine per prepararsi ad agire e comunicare nei momenti di crisi (la prossima, ormai).
Non solo come “svangarla” ma come comportarsi al meglio per RAFFORZARE IL TUO BRAND… sì anche nel bel mezzo della crisi.
Chiacchiere, promesse da fuffa guru?
No, si tratta di metodo applicato (ma da strutturare nei momenti di non-crisi).
La cronaca c'è, ma è il punto di partenza — non il punto di arrivo. Perché il nostro lavoro di partner evolutivo per la crescita delle imprese turistiche (e ne parleremo un’altra volta) non è raccontarti cosa è successo.
È aiutarti a capire cosa fare adesso per la prossima crisi.
Prima dei tuoi concorrenti.
Buona lettura.
E raccontaci come hai gestito questa settimana e cosa farai nelle prossime — ci interessa davvero.
Ricavati ora o più tardi 15 minuti per leggere, imparare, riflettere.
la tua impresa turistica ne gioverà.
Benvenuto a bordo.
Procediamo verso la nostra Next Destination.
Buona lettura.
Se tutto questo non ti interessa, sei troppo impegnato e non riesci a trovare soltanto 15 minuti… siamo felicissimi di non riempire la tua casella di posta per cui clicca sul pulsante qui sotto per salutarci.
Grazie in ogni caso e buon viaggio. 👋
IMPRENDITORI TURISTICI SULL’ORLO DI UNA CRISI

Di cosa parliamo
Le crisi arrivano ed è puerile sperare che non succedano. Gli imprenditori di successo invece le prevedono e si preparano con tranquillità, calma e tempo alla crisi che verrà.
Questa newsletter approfondisce la crisi (questa della improvvisa, unilaterale e illegale guerra in Iran) che rischia di avere strascichi enormi anche nel settore del turismo in Medio Oriente.
Con la nostra guida però ti daremo consigli e spunti importanti da valutare ed eventualmente da applicare. Leggi tutto. Leggi adesso e metti da parte, poi, il manuale da tirare fuori alla prossima crisi…
Oggi apriamo gli occhi su questi aspetti ed è questa la nostra… Next Destination.
Il turismo ai tempi della crisi: manuale per superarla e crescere
56 miliardi di dollari evaporati, 21.000 voli cancellati, polizze che non coprono niente. E tu stai guardando le fiamme o stai già scegliendo come usarle?
Iran, vi "assicuro" non è guerra. Anzi no.
Ormai lo abbiamo capito: il “nostro” mondo può cambiare da un momento all’altro. E’ successo con l’11 settembre, il Covid, le guerre più o meno vicine.
Il 27 febbraio Dubai era più sicura di Milano, il Golfo era il futuro del turismo mondiale, i viaggi in Medio Oriente già vendutissimi si sarebbero venduti ancora “da soli”.
Tutti pronti a giurare e ad “assicurare” che fosse così. Facile: lo era.
Il 28 febbraio 2026, alle prime ore del mattino, le forze statunitensi e israeliane lanciano attacchi coordinati contro infrastrutture militari in Iran. Sorprendendo tutti (persino il nostro ministro degli Esteri…)
L'Iran risponde. Lo Stretto di Hormuz viene minacciato. E nel giro di ore — non giorni: ore — la mappa dell'aviazione civile mondiale cambia forma.
Gli spazi aerei sopra Iran, Iraq, Israele, Emirati, Qatar, Kuwait e Bahrein vengono chiusi o severamente ristretti. Dubai International, l'aeroporto più trafficato al mondo per i viaggiatori internazionali, chiude per quattro giorni consecutivi. Doha evacua. Abu Dhabi accetta solo voli di rimpatrio.
Reuters lo definisce senza mezzi termini: "la crisi di traffico aereo più grave dai tempi del Covid".
Non è un'iperbole: sono 21.300 voli soppressi nei soli sette hub principali della regione nei primi sei giorni. L'impatto della guerra sul turismo italiano è immediato e misurabile.
Qual giorno sono crollate molte certezze.
Tra le tante anche scoprire (e far capire) che le polizze di assicurazione viaggi non copre "atti di guerra”. E nessun viaggiatore (purtroppo) sa davvero una polizza viaggio cosa copre. Ed è costretto a scoprirlo solo quando le cose vanno male.
E spesso l’ingrato compito è demandato agli agenti di viaggio…
Questa newsletter parla di comunicazione di crisi per imprese turistiche: racconta quello che è successo in questi sei giorni — un sistema che si credeva assicurato, logisticamente, legalmente, commercialmente — e che si è scoperto… scoperto. Nudo. Nel mezzo del fuoco.
Le fiamme sembravano lontane (del resto già non ci preoccupiamo più della guerra in Ukraina…). Poi il telefono ha suonato alle 3 di notte. E da lì, per migliaia di agenzie viaggio italiane in crisi, è iniziato il turno più lungo.
La più grande crisi aerea dai tempi del Covid
Hub | Stato al Giorno 6 | Voli cancellati | Impatto principale |
|---|---|---|---|
Dubai DXB | Restrizioni severe | >10.000 | Blocco transiti Europa-Australia |
Doha DOH | Operatività limitata | >5.000 | Paralisi rotte Sud-Est Asiatico |
Abu Dhabi AUH | Solo rimpatri | >4.000 | Turisti italiani e cinesi bloccati |
Tel Aviv TLV | Chiusura totale | N/D | Sospensione voli USA |
Le rotte deviate allungano Londra-Singapore o Parigi-Bangkok di 90 minuti fino a 4 ore. Il petrolio sale del 30% per il rischio Hormuz. I supplementi carburante seguono. La crisi aerea per tour operator non è mai stata così acuta dall'era Covid.
Ma i numeri non bastano a raccontare questa crisi. Ci vuole una storia.
MSC Euribia, Porto Rashid, Dubai. 563 italiani guardano i missili.
È la notte tra il 1° e il 2° marzo. La nave MSC Euribia è ferma a Port Rashid. A bordo ci sono 563 passeggeri italiani — famiglie, pensionati, coppie in vacanza — che dal ponte osservano, increduli, i proiettili luminosi solcare il cielo di Dubai. Droni. Missili. Sopra lo skyline del Burj Al Arab.
La nave non può ripartire. Gli scali successivi sono chiusi. Doha non opera. La situazione si trascina per giorni: alcuni passeggeri esauriscono le scorte di farmaci cronici. La compagnia attiva il supporto psicologico per i più traumatizzati.
MSC non aspetta la normalizzazione dei voli di linea — Emirates ed Etihad operano a singhiozzo dando priorità ai propri passeggeri — e organizza voli charter dedicati. Il 5 marzo, 350 italiani rientrano. Tre crociere successive vengono cancellate con rimborso integrale.
È il caso più eclatante di gestione emergenza per i tour operator italiani. Ma non è il solo.
Il conto nazionale è già pesante: oltre 3.500 prenotazioni a rischio nei prossimi 30 giorni, 6,4 milioni di euro di mancato fatturato immediato, secondo Assoviaggi Confesercenti. Fiavet certifica: già 3.000 pacchetti turistici cancellati, perdite fino a 50.000 euro per singola agenzia.
Se l'instabilità prosegue, la proiezione annua sfiora i 6 miliardi di euro.
Sveglia alle 3, telefono che brucia: il turismo italiano non molla
C'è una cosa che non finirà mai sui giornali.
Non finirà la storia dell'agente di viaggi di Imperia che dal 28 febbraio non ha dormito una notte intera. Che ha il telefono in mano dalle 6 del mattino fino all'1 di notte. Che sa dove si trovano i suoi clienti — chi è a Dubai, chi è ancora in transito a Doha, chi ha il volo di ritorno da Abu Dhabi che non esiste più — perché li ha mappati uno a uno, su un foglio Excel, aggiornato ogni ora.
Questa è la buona gestione dei clienti per una agenzia viaggio nella sua forma più vera: nessun software, nessun algoritmo. Solo competenza e responsabilità.
Non finirà la storia dell'agenzia campana che gestisce riprotezioni in simultanea su tre continenti, traducendo in italiano le policy di vettori che rispondono in inglese con clausole scritte per i loro avvocati, non per i tuoi clienti.
Non finirà la storia di chi, in questi giorni, ha trasformato la propria agenzia in una centrale operativa di crisi — senza nessuno che l'avesse formato per farlo, senza un manuale, senza un protocollo. Solo con la competenza accumulata in anni di lavoro. Ed è qui che una consulenza per agenzie viaggio italiane strutturata fa la differenza: non quando tutto va bene, ma esattamente in momenti come questi.
Questi sono i lati della crisi che non fanno audience. Non ci sono droni e missili da filmare. C'è solo una persona esausta davanti a uno schermo che risolve problemi che non ha creato. La gestione della reputazione online nel turismo si costruisce proprio qui: non nelle campagne social, ma in come rispondi quando il sistema si rompe.
Non serve che qualcuno vi dica "bravi". Serve che qualcuno riconosca una cosa sola: senza di voi, questo settore collassa. Non metaforicamente. Materialmente.
Chi spegne le fiamme non fa notizia. Ma è quello che salva tutto.
Rimborsi, polizze, voucher: la verità scritta in piccolo
Parliamo di soldi. Di legge. Di quello che puoi dire al cliente e di quello che non puoi promettergli.
Perché in questo momento, nelle agenzie viaggio italiane in crisi, si stanno avendo conversazioni difficili. Clienti che chiedono rimborsi immediati. Clienti che credono di essere coperti dalla polizza e scoprono di non esserlo. Clienti che non vogliono voucher e hanno ragione a non volerli.
Cosa dice la legge italiana — senza ambiguità.
Il Codice del Turismo, all'articolo 41 del d.lgs. 79/2011, è chiaro: uno scoppio di conflitto armato o la chiusura di uno spazio aereo costituiscono "circostanze inevitabili e straordinarie". I diritti dei viaggiatori per la cancellazione del volo sono chiari: si può recedere senza penali, ricevendo il rimborso del pacchetto turistico in caso di guerra integrale entro 14 giorni.
Nessun voucher obbligatorio. Se il cliente vuole il rimborso in denaro, ha diritto. Punto. Se il cliente vuole accettare un voucher, liberissimo — ma la scelta è sua, non tua.
Attenzione, però, a una distinzione cruciale: questa protezione vale per i pacchetti turistici. Per i voli "secchi" il Regolamento UE 261/2004 prevede compensazione pecuniaria fino a 600 euro, ma non in circostanze straordinarie come una guerra. Il codice del turismo ed il rimborso per le agenzie è uno strumento potente, ma va conosciuto nei dettagli.
Il grande equivoco delle polizze: "pensavo di essere coperto".
CNBC, MarketWatch e The Conversation documentano un'impennata di ricerche "Does travel insurance cover war?" nei giorni successivi agli attacchi. La risposta è quasi sempre la stessa: no.
Quasi tutte le polizze viaggio standard escludono esplicitamente i danni da guerra. È la cosiddetta "war clause" — ed è la prima cosa che devi sapere sulla polizza viaggio e cosa copre prima di rispondere a un cliente. Dal 28 febbraio 2026, la guerra in Iran è diventata un "known event": qualsiasi polizza acquistata dopo quella data non copre più questa crisi.
Situazione | Diritto del viaggiatore | Polizza standard |
|---|---|---|
Pacchetto, spazio aereo chiuso | Rimborso integrale, no penali, 14gg | ❌ "atti di guerra" esclusi |
Volo secco cancellato | Rimborso biglietto, no compensazione EU | ❌ known event |
Cancellazione "per paura" | Solo se Farnesina sconsiglia meta | ❌ salvo "cancel for any reason" |
Spese mediche non belliche | Sì, rimborso standard | ✅ coperto |
Ritardo per chiusura aeroporto | Dipende da contratto vettore | ⚠️ zona grigia |
Come comunicare con i clienti in crisi — tre cose concrete.
Come promesso qui sotto troverai il nostro manuale della crisi che potrai scaricare in pdf. Qui ti diamo solo qualche accenno.
Prima: verifica ogni contratto. La distinzione tra "evento operativo" e "effetto diretto di atto bellico" determina se c'è copertura o no.
Seconda: non dire mai "sei coperto" se non hai letto le condizioni. Il cliente a cui dici subito la verità — anche scomoda — ti rispetta e torna.
Terza: documenta tutto. In un contesto di crisi, la documentazione è la tua unica protezione legale.
Chi conosce le regole, esce dalla morsa.
56 miliardi evaporati nel Golfo. La domanda deviata: verso dove?
Basta guardare il fumo per un momento. Adesso guarda dove va il vento.
Oxford Economics stima che gli arrivi internazionali in Medio Oriente potrebbero calare tra l'11% e il 27% nel 2026 rispetto alle previsioni pre-guerra: tra 23 e 38 milioni di visitatori in meno, tra 34 e 56 miliardi di dollari di spesa turistica volatilizzata. Uno shock che rende urgente ripensare qualsiasi strategia di marketing per agenzie viaggio e tour operator che includa il Medio Oriente.
Quella domanda non sparisce. Si sposta.
Spagna +30%, Grecia +20%, Albania e Montenegro +25%, Portogallo +15%. Il Mediterraneo Occidentale sta raccogliendo prenotazioni che erano destinate al Golfo. Il marketing turistico italiano nel 2026 ha un'opportunità storica davanti. Ma solo per chi la sa vedere e la sa comunicare adesso — non a giugno.
Le rotte deviate allungano i voli di 2-4 ore, il carburante è salito del 30%: il modello low-cost per l'Asia è strutturalmente compromesso. Il riposizionamento del prodotto turistico verso il Mediterraneo non è una scelta tattica: sta diventando una necessità di sistema.
Guarda cosa è successo a Cipro. L'isola non è in guerra. Ma quando i missili iraniani hanno colpito la base britannica di RAF Akrotiri sul suo suolo, le prenotazioni sono crollate. In poche ore.
Nonostante Cipro fosse — e sia — perfettamente sicura. La percezione di sicurezza di una destinazione turistica vale più dei fatti. Sempre.
E chi fa marketing in tempo di crisi sapendo gestire la percezione, vince anche quando gli altri perdono.
Qualcuno starà già raccogliendo le prenotazioni che scappano dal Golfo.
Sei tu? O stai ancora guardando le fiamme?
Il nostro caso di successo: crescere ai tempi del Covid
Torniamo indietro di cinque anni. Fine 2020.
Il turismo italiano è a pezzi. Lockdown, restrizioni, protocolli che cambiano ogni settimana. L'incertezza è totale. Il futuro è una schermata nera. E un tour operator pugliese — Turisti in Puglia — chiama SmartAds.it con una domanda semplice e disperata: "Da dove si ricomincia?"
Tutti oggi possono comprendere l’immensità di quella domanda (oggi dopo che ci siamo passati).
Allora, però, siamo rimasti tutti tramortiti da un pericolo che prima (quasi) nessuno aveva ipotizzato, dal fatto che per la prima volta nella storia dell’umanità il mondo era costretto a fermarsi, le persone costrette ai domiciliari…
Un cataclisma anche psicologico ed emotivo… e nessuno poteva vantare esperienza vera in materia.
Così abbiamo accettato la sfida e giorno dopo giorno abbiamo costruito un marchio, una idea, un prodotto, un team…
Abbiamo ristrutturato buona parte dell’attività aziendale in 10 mesi — comunicazione, offerta, immagine — con focus assoluto sui primi tre mesi. Nuovi prodotti subito fuori: turismo di prossimità, gite giornaliere per i residenti locali, cosa impensabile prima per un tour operator incoming. Poi nell’anno successivo abbiamo creato nuovi asset come i pacchetti per scuole e aziende. Le escursioni in barca, con dati di soddisfazione bassi, sono state riprogettate con un approccio di turismo esperienziale e marketing mirato: da un unico fornitore generico a tre partner selezionati, quattro tipologie diverse di esperienza e prezzo. Margini su. Soddisfazione su.
Tutto mentre il Covid rallentava la voglia di viaggi e tutti avevano paura (mascherine, sanificazione, vaccinazioni… brividi a pensarci ancora oggi…)
Le campagne di digital marketing per il nostro tour operator lanciate nella prima estate del Covid 2020 hanno generato una domanda sorprendente: famiglie, anziani, categorie "a rischio" che cercavano sicurezza e distanziamento, e che li hanno pretesi e ottenuti.
Risultato? Estate 2021: risultati quasi triplicati rispetto al 2020. Lavoro, strategie, flassibilità, velocità ecco come aumentare le prenotazioni nel turismo anche in piena crisi — questo è il modo. Nel 2022, +60% ulteriore.
Dopo quasi 6 anni di collaborazione possiamo dire che la crescita continua e le basi le possiamo ritrovare proprio nella crisi più grave della nostra pianeta.
Non è magia. È marketing per la crescita dell'impresa turistica fatto con metodo, dati e tempismo.
La crisi non uccide il turismo. Uccide chi non sa comunicare durante la crisi. E premia — con numeri reali, non con applausi — chi lo fa bene.

La guida che avresti voluto avere il 28 febbraio alle 6 di mattina
Questa newsletter ti ha raccontato cosa è successo. Ti ha dato i dati, le storie, le regole, la prospettiva.
Ma adesso hai bisogno di qualcosa di più. Qualcosa da aprire domani mattina, con il caffè, prima che il telefono ricominci a squillare.
Per questo abbiamo preparato qualcosa di diverso: La guida di comunicazione turistica in crisi 18 pagine operative, pronte all'uso.
Dentro trovi: script email per clienti bloccati, incerti, arrabbiati; copy per campagne ADV da attivare in 24 ore; policy rimborsi anti-litigi; come monitorare il sentiment e intercettare domanda deviata; 10 template operativi nati dall'esperienza reale del Covid.
È il lavoro di consulenza marketing turistico condensato in un formato che puoi usare da solo, subito. Questa newsletter è la diagnosi. La guida è il protocollo di cura. Due contenuti complementari, mai intercambiabili.
È gratis ma come capirai ha un grande valore e può difendere la tua azienda ed il tuo capitale.
Se hai domande o vuoi un partner che ti aiuti a svilupparlo e a metterlo in pratica per la tua impresa turistica contattaci subito per una call gratuita.
→ Scarica la Guida "Comunicare in Tempo di Crisi" —
ISCRIVITI PER SCARICARE
P.S.
Le polizze non coprono la guerra. Non lo hanno mai fatto. Ma tu puoi coprire i tuoi clienti con qualcosa che vale infinitamente di più di una clausola scritta in piccolo: chiarezza, presenza, formazione continua in marketing digitale per il turismo. È il filtro che separa chi cresce in emergenza da chi sparisce nel fumo. La scelta — come sempre — è tua.
— Il team di SmartAds.it
Partner evolutivo e tecnologico per la crescita di imprese turistiche
Buon lavoro e buon viaggio verso la tua… Next destination 😄 💡

