Buon Sabatoooo 😀

Benvenuti alla edizione di Next Destination N°15.

Si tratta del nostro approfondimento settimanale per comprendere meglio il mondo del turismo e spingerti a conoscere dettagli importanti che ti porteranno a prendere decisioni migliori per la tua impresa turistica.

Oggi vogliamo portarti per mano nel mondo degli “agenti vocali”, cioè tutti quegli strumenti che in qualche modo si comandano con la voce.

Già anche tu parli con oggetti inanimati e se prima era un problema (psichiatrico) oggi non lo è più perchè quelle (le macchine) ti rispondono davvero.

Questo sta portando dei cambiamenti repentini e radicali nelle nostre abitudini.

Grosse ricadute ci sono anche nel mondo del marketing e quindi del turismo.

Se prima per scegliere un viaggio si partiva dalle ricerche su Google, oggi ci si affida alla Ai. E la grandissima maggioranza delle interrogazioni avviene con al voce.

Se credi che questo aspetto non ti interessa o non ti riguarda, allora dovresti proprio leggere e magari prenderti 5 minuti in più per riflettere invece che i canonici 15 minuti che chiediamo di solito.

👉👉Sei disposto a prenderti 15 minuti di tranquilla riflessione sul punto?

Leggere per sapere.

Conoscere per decidere meglio.

Benvenuto a bordo. Procediamo verso la nostra Next Destination. Buona lettura.

Se tutto questo non ti interessa, sei troppo impegnato e non riesci a trovare soltanto 15 minuti… siamo felicissimi di non riempire la tua casella di posta per cui clicca sul pulsante qui sotto per salutarci.

Grazie in ogni caso e buon viaggio. 👋

CHIACCHIERE AL VENTO?

Di cosa parliamo

Secondo te quanti sono gli assistenti vocali censiti nel 2024? (occhio 2024…)

Secondo te sono più o meno delle persone che abitano il pianeta Terra?

SPOILER: gli assistenti vocali sono di più….

Ecco perchè quello di cui parliamo oggi non è una ipotesi, una tendenza o qualcosa che forse succederà.

Siamo già dentro ed il 2026 rafforzerà definitivamente questa abitudine che si radicherà in maniera irreversibile. Noi ti abbiamo avvisato.

E oggi è questa la nostra… Next Destination.

La voce del padrone (verba volant)

Ricordo mia nonna che parlava con la Tv (in realtà lei cercava di interagire con Mike Bongiorno…)

Altre volte nella mia vita mi è capitato di proferire parole “aspre” a svariati pc poco collaborativi.

A parlare abbiamo sempre parlato con le cose. Ma quello che è stupefacente oggi e mai accaduto prima nella storia è che le macchine ora ci rispondono.

L’interazione tra uomo e macchina è diventata così frequente da sembrare naturale.

Una volta si leggeva. Si digitava. Si cliccava.

Tutto passava dalle dita: per cercare, per scrivere un report, per rispondere a una mail. Scroll e tastiera erano le nostre protesi digitali.

Oggi, invece, parliamo. Con l’AI. Con Siri. Con Alexa. Con ChatGPT.

La voce è entrata nel nostro lavoro quotidiano, nella ricerca di informazioni, persino nel modo in cui costruiamo strategie.

E’ il nuovo modo di interagire con le macchine.

E siccome questi assistenti sono (più o meno) intelligenti, per ottenere qualcosa dobbiamo spiegare molto di più: contesto, obiettivi, target, tono. L’era delle keyword secche è finita. Le richieste sono diventate briefing.

Risultato? Più tempo, più sforzo, più parole da digitare.

Ed è qui che arriva la mia piccola rivoluzione.

Dopo trent’anni da digitatore seriale, sei mesi fa ho fatto un acquisto banale ma quantico: cuffie con microfono incorporato.

Le cuffie c’erano già: la musica mi accompagna sempre. Ma con il microfono, è cambiato tutto.

Ora basta cliccare sull’icona del microfono della mia AI per dettare, riflettere, dialogare. Sì, perché se scrivere richiede ordine, parlare stimola intuizioni. E in fase di brainstorming, la voce è il ponte più diretto tra pensiero e idea.

Il risultato? Meno tempo perso. Più risposte centrate. Più idee buone.

La voce è diventato anche per noi lo strumento principale per interagire con il nostro 2° CERVELLO PER IMPRENDITORI TURISTICI, il nostro partner creativo invisibile e GRATUITO ANCHE PER TE.

La Rivoluzione Silenziosa (che fa un sacco di rumore)

Benvenuti nell’era del “parla e delega”.

Se pensate ancora che la ricerca vocale sia solo un giochino per nerd che chiedono ad Alexa che tempo fa mentre si allacciano le scarpe, ho una brutta notizia per voi: siete già rimasti indietro.

Il passaggio dal “toccare e digitare” al linguaggio naturale non è un trend, è un terremoto che sta riscrivendo le regole del marketing.

E nel turismo, questo terremoto è già in atto.

📊 I numeri che non puoi ignorare (anche se non ti piacciono i numeri)

Nel 2024 circolano 8,4 miliardi di assistenti vocali nel mondo (fonte: Statista 2024).

Ci sono più intelligenze artificiali vocali che esseri umani sul pianeta.

E non sono più chiuse in una scatola:

  • sono nei nostri smartphone (58% delle ricerche vocali),

  • nelle auto (oltre 20 milioni di veicoli già integrati),

  • negli elettrodomestici,

  • negli auricolari wireless che usiamo ogni giorno.

🇮🇹 L’Italia? Un’anomalia… “meravigliosa”

Siamo un popolo di santi, poeti e... notai vocali seriali.

  • 49% degli italiani ha usato un assistente vocale nel 2024 (dal 41,3% nel 2023)

    fonte: GWI 2024

  • Il mercato italiano dei voice assistant vale già 175 milioni di dollari

    e salirà oltre i 720 milioni entro il 2030

  • Il 99% degli italiani sa cos’è l’IA, ma la preferisce “parlata”

    Gli assistenti vocali superano in uso i chatbot testuali come ChatGPT

🔍 Nel turismo, “Near me” è la parola chiave

Se gestisci un hotel, un agriturismo o un ristorante, ascolta bene.

Il 76% delle ricerche vocali riguarda attività locali.

Quando un turista è per strada, non digita “ristorante pesce Venezia”.

Dice:

“Ehi Siri, trova un ristorante di pesce vicino a me aperto adesso.”

Sono intenzioni d’acquisto pure. E il dato è brutale:

1 ricerca vocale locale su 5 si trasforma in un acquisto o una visita entro 24 ore

💥 Quindi….

Oggi concentrarsi sulle keyword del sito per scalare i motori di ricerca (lo fai vero, dimmi che lo hai fatto almeno….) è anacronistico. Cioè serve ancora ma bisogna “aggiornare le procedure”.

Infatti, visti i numeri, anche il tuo cliente presente e futuro sta parlando ad alta voce con un assistente vocale.

Se il tuo nome non esce dalla bocca di Alexa, Siri, ChatGpt, Gemini e tutti gli altri… per lui non esisti. Sei un fantasma in una suite reale.

🎤 Fai un test ora

Prendi il tuo smartphone.

Chiedi ad alta voce al tuo assistente vocale (eh, beccato, hai visto anche tu ce l’hai…) qualcosa di attinente la tua impresa (senza il nome preciso che i tuoi futuri clienti ancora non conoscono).

Esempio:

“Trova un albergo 4 stelle a Firenze” [se hai un albergo 4 stelle a Firenze…]

“Agenzia viaggi specializzata in vacanze senza glutine” [se è quello che fai …)

Se il tuo nome non esce, è il momento di continuare a leggere. 😉

Chi ha già iniziato a parlare (e raccoglie risultati)

Se pensi che l’intelligenza artificiale vocale sia un lusso da grandi catene, i numeri ti smentiscono:

il 78% degli hotel usa già tecnologie vocali per migliorare l’esperienza ospite

I benefici sono chiari:

  • 80% in meno di chiamate perse

  • +25% ricavi accessori

  • +27% soddisfazione degli ospiti

💡 5 esempi virtuosi che parlano da soli

  1. MSC Crociere – ZOE

    Il primo concierge vocale multilingue al mondo, in ogni cabina.

    Risponde a 800+ domande in 7 lingue, senza bisogno di internet.

    👉 Oltre 100.000 interazioni al mese, alleggerendo il carico sulla reception.

  2. Wynn Las Vegas – Alexa nel lusso

    Dal 2016, ogni camera è controllabile a voce (luci, tende, clima, TV).

    👉 Addio telecomandi, benvenuta semplicità. L'effetto wow è automatico.

  3. TripAdvisor + Alexa – Viaggi che si ascoltano

    Durante la pandemia ha lanciato itinerari vocali per Orlando e Abu Dhabi.

    👉 Sessioni medie di 4+ minuti, 7 interazioni/utente,

    oltre 1.300 ore di engagement.

  4. Vienna Tourist Board – WienBot

    Un’assistente vocale integrata con dati pubblici della città.

    👉 Aiuta turisti e residenti con eventi, musei e percorsi meno affollati.

    Riduce l’overtourism, migliora l’esperienza urbana.

  5. Hotel italiani (e PMI)

    Esempio: Maison Venezia (UNA Esperienze) usa concierge vocali h24.

    Soluzioni accessibili come Aiello, AI Kosmo, Seekda riducono fino al 28% le prenotazioni perse.

🔑 Per riflettere:

Non serve essere Google per usare la voce. Serve visione.

E il rischio non è il costo. È l’invisibilità.

Se oggi non sei nella posizione zero (in cima ai pensieri della…. Ai!), per il cliente non esisti.

📶 Analogico ma potente

Ricordi quando il Wi-Fi nelle camere era un lusso?

Due anni dopo, chi non lo offriva era fuori mercato.

La voce è il Wi-Fi del 2026: invisibile, fondamentale, irrinunciabile.

🧭 Cosa cambia (davvero) per chi lavora nel turismo

Il cambiamento non è solo tecnologico. È culturale. È umano. È antropologico.

Stiamo assistendo al passaggio definitivo dall'era del toccare e digitare a quella del parlare e delegare. Per chi lavora nell’ospitalità, questo significa che le vecchie regole del marketing – keyword, sito web statico, post social a ripetizione – non bastano più. Se non capisci come l’IA vocale interpreta e rielabora il tuo brand, rischi di scomparire dai radar (anzi, dagli assistenti vocali).

🎧 Dai Touchpoint ai Talkpoint

Fino a ieri, il marketing era una sequenza di punti di contatto: sito, OTA, social, email. Oggi entriamo nell’era dei Talkpoint.

La voce arriva direttamente nelle orecchie del cliente, spesso tramite cuffie o smart speaker, creando un’intimità che nessun banner o carosello può replicare.

  • Conversazione = nuovo funnel: Il percorso non è più lineare (esploro → clicco → prenoto). È fluido, circolare, ininterrotto. Inizia su smartphone mentre si cammina, continua su smart speaker mentre si cucina, si conclude con un acquisto istintivo. E lo fa l’11,4% degli utenti (fonte: Think with Google 2024).

🗨️ Dalla Scrittura alla Conversazione (Il fattore "29 parole")

Dimentica le keyword secche tipo “hotel Venezia”. Nella voce, le persone parlano come vivono. Chiedono, raccontano, spiegano.

  • Le query vocali sono lunghe: 29 parole in media (fonte: Backlinko).

  • Il 43,5% delle query include domande complete: Chi, Cosa, Dove, Quando, Perché (fonte: Voicebot.ai 2023).

  • Se il tuo sito non risponde alla domanda: “Dove posso trovare un agriturismo bio vicino a Orvieto che accetti i cani?”, allora per l’assistente vocale non esisti.

🥇 La battaglia per la Position Zero: Il vincitore prende tutto

Nel mondo testuale, arrivare nella prima pagina era già una vittoria. Nel mondo vocale, o sei il primo… o non ci sei proprio.

  • Gli assistenti vocali leggono solo una risposta: quella nella Position Zero.

  • Il 40,7% delle risposte proviene dai Featured Snippet (fonte: SEMrush Voice Search Study).

  • Oltre l’80% delle risposte di Google Assistant proviene dai primi 3 risultati organici.

E se non ci sei tu? Il tuo posto viene preso da un concorrente o – peggio – da un servizio proprietario. Come succede su Amazon, dove l’Alexa consiglia i prodotti Amazon Basics prima degli altri.

Non bisogna farsi prendere dall’ansia o dallo sconforto. Questo è solo un primissimo accenno ad un trend che diventerà dominante nei prossimi 2 anni. Nel frattempo bisognerà monitorare e rafforzarsi dove è possibile per non sparire.

🤖 Verso l’era degli Agenti AI: dalla ricerca all’azione

Nel 2026, il vero salto sarà l’arrivo degli agenti autonomi: non solo risposte, ma azioni delegate.

  • Hotel booking senza frizione: l’assistente verifica disponibilità, confronta prezzi, prenota. Senza passare dal tuo sito.

  • Multimodalità: un turista punta la fotocamera su un monumento e chiede: “Raccontami la storia di questo palazzo”. Se il tuo brand non ha contenuti ottimizzati per rispondere... verrà ignorato.

🎧 E se pensi che sia lontano, sbagli: questa è la voce del presente.

Nel 2025 sono già sbarcati ma nel 2026 ne arriveranno di altri con potenzialità ad oggi difficili da credere.

🛠️ Tre idee pratiche da cui partire subito (senza spendere una fortuna)

Non serve un budget da multinazionale per diventare voice-ready. Basta un pizzico di visione e le giuste leve operative. Ecco tre mosse concrete che puoi attivare in meno di un mese nella tua struttura:

1. Ottimizza la tua “Identità Locale” (NAP & Google Business Profile)

Il 76% delle ricerche vocali ha un intento locale. Quando un turista dice “Trova un B&B vicino a me”, l’assistente vocale pesca subito dal tuo profilo Google.

  • NAP perfetto: Nome, Indirizzo e Telefono devono essere identici ovunque (Google, Apple Maps, Bing, TripAdvisor, Yelp…). Anche piccole differenze confondono gli algoritmi.

  • Super profilo GMB: Le attività con una scheda ottimizzata ricevono fino al 70% in più di richieste vocali. Carica foto aggiornate, rispondi a tutte le recensioni, compila la sezione Q&A anticipando le domande tipiche degli ospiti.

💡 Insight: Un profilo GMB ben curato è il tuo passaporto vocale. Senza, non puoi parlare con i tuoi clienti digitali.

2. Crea FAQ Conversazionali con il “Metodo 40-60”

Per vincere la battaglia della Position Zero, serve parlare il linguaggio dell’utente vocale: naturale, semplice, diretto.

  • Scrivi FAQ reali: Parti dalle domande vere che ricevi ogni giorno al telefono o via email.

  • Risposte di 40-60 parole: È la lunghezza ideale per essere letti dagli assistenti vocali (fonte: Moz SEO Voice Study).

  • Implementa il markup FAQPage: Sono dati strutturati che indicano a Google che quella risposta è pronta per la voce. Aumenta del 25-30% le possibilità di comparire nei risultati vocali.

🎯 Esempio pratico:

Invece di scrivere:

“Parcheggio disponibile”

Scrivi:

“Sì, offriamo un parcheggio privato gratuito per tutti i nostri ospiti, direttamente in struttura. È videosorvegliato h24 e non richiede prenotazione.”

3. Trasforma il tuo brand in un’esperienza Audio (anche Low Cost)

Non ti serve una skill Alexa da migliaia di euro. Puoi iniziare in modo smart e sostenibile.

  • Messaggio audio in camera: Un QR code che avvia una registrazione con la tua voce che accoglie l’ospite e racconta un aneddoto sulla struttura. Intimità vocale = memorabilità.

  • Mini audioguide di prossimità: Usa tool come VoiceMap, GuideYourTrip o un semplice podcast per raccontare il quartiere, consigliare ristoranti, spiegare la storia di un vicolo.

  • Sostenibilità che parla: Un messaggio audio che invita l’ospite a fare scelte green (camminate, trasporti pubblici, ristoranti locali) è più efficace del cartello in camera. Soprattutto con la Gen Z.

🧰 Bonus: 3 tool vocali per iniziare domani

  • AnswerThePublic – Per scoprire le domande reali (Chi, Come, Dove) che le persone fanno sul tuo territorio.

  • Alexa Blueprints – Crea una mini skill personalizzata con le tue FAQ in pochi minuti. Gratuito.

  • AI Kosmo o Dialzara – Assistenti vocali italiani per PMI: rispondono al telefono quando sei occupato, riducono fino all’80% le chiamate perse.

🗝️ Insight operativo finale:

La voce non è magia, è metodo.

E oggi, è accessibile. Sta a te decidere se usarla o lasciarla agli altri.

🌍 Il turismo che parla (e ascolta)

La voce non è solo una tecnologia: è una nuova forma di relazione.

Nel turismo, può diventare un moltiplicatore di valore – sia per le grandi destinazioni che per le piccole strutture locali.

In un contesto iperconnesso e rumoroso, la voce è intima, naturale, memorabile. È il canale perfetto per un settore che vive di empatia, storie e accoglienza.

🎯 Applicazioni vocali già attive nel turismo

  • Pianificazione intelligente dei viaggi

    Assistenti vocali che suggeriscono destinazioni, itinerari ed esperienze personalizzate sulla base delle preferenze dell’utente.

    “Dove posso passare un weekend romantico entro due ore da Firenze?”

  • Hotel smart

    Camere con assistenti vocali per richieste alla reception, room service, controllo di luci e climatizzazione.

    “Accendi la luce del bagno” – “Ordina due bottiglie d’acqua” – “Quali sono i musei aperti oggi?”

  • Musei e città intelligenti

    Audioguide dinamiche e personalizzate, suggerimenti su misura per percorsi alternativi, eventi in tempo reale, offerte e servizi.

    “Raccontami la storia di questo palazzo” – “Quali mostre gratuite ci sono vicino a me?”

📈 L’impatto documentato della voce

  • +27% soddisfazione ospiti (media globale) nei contesti dove è integrata in modo strategico.

  • +19% efficacia persuasiva quando le raccomandazioni (es. sostenibilità, itinerari, offerte) arrivano da una voce “umana” rispetto a un messaggio testuale.

  • +20% prenotazioni dirette, con riduzione della dipendenza dalle OTA.

(Fonte: Skift Research, Polimi 2023, BookingVoice Index)

🌱 La voce al servizio del turismo sostenibile

Gli assistenti vocali possono essere i nuovi ambasciatori delle buone pratiche ambientali:

  • Invitano a usare i mezzi pubblici.

  • Suggeriscono mete meno note e percorsi pedonali.

  • Promuovono la cucina locale e i prodotti a km zero.

💬 L’effetto è misurabile:

Soprattutto tra i target giovani (Gen Z e Millennial), i consigli vocali hanno un impatto più alto del 19% rispetto alle stesse informazioni date via testo.

🎧 Insight finale: La voce è il nuovo tocco

Dove prima si cliccava, ora si parla.

Dove prima si leggeva, ora si ascolta.

Chi opera nel turismo deve ripensare l’esperienza come un dialogo:

più fluido, più personale, più naturale.

È tempo di progettare esperienze che si sentano.

Buon lavoro e buon viaggio verso la tua… Next destination 😄 💡

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