
E siamo di nuovo a Sabatoooo 😀
Benvenuti alla edizione di Next Destination N°16.
Sei disposto ad investire 15 minuti per riflettere e chiarirti le idee su aspetti importanti che riguardano la tua impresa turistica?
Questa settimana parliamo di una cosa che molti stanno già vivendo, anche se non la chiamano così:
La “tassa sulla complessità” (in inglese la chiamano complexity tax)
Immagina una tassa invisibile che paghi quando, anche con più clienti:
arrivano più richieste e più lingue
aumentano i canali (Booking, Expedia, telefono, WhatsApp, email, social…)
i clienti vogliono risposte più veloci e più personalizzate
aumentano gli imprevisti (“posso cambiare?”, “mi serve subito”, “non capisco”)
Questa “tassa” non la paghi allo Stato.
La paghi in tempo, stress, errori, commissioni e, alla fine, in margini più bassi.
E infatti poi capita di sentire la frase più comune del turismo moderno:
“Siamo pieni… ma non ci resta niente.”
Cioè? Lavori sodo e non riesci a guadagnare abbastanza e goderti la vita?
Non è così che deve andare.
👉👉Sei disposto a prenderti 15 minuti di tranquilla riflessione sul punto?
Leggere per sapere.
Conoscere per decidere meglio.
Benvenuto a bordo. Procediamo verso la nostra Next Destination. Buona lettura.
Se tutto questo non ti interessa, sei troppo impegnato e non riesci a trovare soltanto 15 minuti… siamo felicissimi di non riempire la tua casella di posta per cui clicca sul pulsante qui sotto per salutarci.
Grazie in ogni caso e buon viaggio. 👋
SPREMUTI COME LIMONI

Di cosa parliamo
Scoprirai perché il turismo mondiale raddoppierà entro il 2050, ma anche perché questo non garantisce che TU guadagnerai di più — e cosa fare per essere dalla parte giusta.
Ti sveleremo quale paese aggiungerà 380 milioni di nuovi viaggiatori nei prossimi 25 anni (spoiler: non è quello che pensi) — e come intercettarli PRIMA della concorrenza.
Potrai verificare quanto paghi di tassa della complessità e come fare per non vivere e lavorare con un perenne affanno….
E oggi è questa la nostra… Next Destination.
Il futuro che verrà 2026-2050
Ora parliamo di numeri veri. Non opinioni. Non sensazioni.
Dati.
Google e Alvarez & Marsal hanno analizzato 90.000 datapoint turistici e miliardi di ricerche per capire dove sta andando il turismo mondiale nei prossimi 25 anni.
Qui trovi lo studio completo - ma te lo spieghiamo noi in modo chiaro.
I numeri che cambiano tutto
Entro il 2050:
I viaggi internazionali raddoppiano: da 1,6 miliardi a 3,5 miliardi
La spesa globale triplica: da 1,8 trilioni a 6 trilioni di dollari
Il settore turistico aggiunge 4,2 trilioni di dollari di nuova spesa
Sembra una buona notizia, vero?
Lo è. Ma c'è il "ma".
Questa crescita non sarà distribuita in modo uniforme. E non garantisce automaticamente che tu guadagnerai di più.
Perché insieme alla crescita arriva quella che lo studio chiama "complexity tax" – la tassa sulla complessità.
Più viaggiatori = più pattern di viaggio diversi.
Più aspettative = più canali da gestire.
Più operazioni = più complessità.
E se non hai un sistema, se non sei organizzato, se non hai gli strumenti giusti paghi quella tassa. In tempo. In stress. In margini più bassi.
La geografia del turismo sta cambiando (e devi saperlo)
Prima domanda importante: chi viaggia di più?
Oggi l'Europa rappresenta il 44% dei viaggi outbound mondiali.
Entro il 2050 scenderà al 36%.
Chi sale? L'Asia-Pacifico (APAC).
Dal 32% al 39%.
Seconda domanda importante: dove vanno?
L'Europa oggi accoglie il 50% degli arrivi internazionali.
Entro il 2050 scenderà al 41%.
Chi sale? Sempre l'Asia-Pacifico.
Dal 25% al 34%.
Cosa significa per te?
Se gestisci un hotel, un'agenzia o un tour operator in Italia, questa NON è una minaccia.
È un'opportunità.
Significa milioni di nuovi viaggiatori asiatici con capacità di spesa crescente che cercano esperienze europee autentiche.
Cultura. Patrimonio storico. Gastronomia. Lusso.
Esattamente ciò che l'Italia offre meglio di chiunque altro.
India e Cina: i due giganti che devi conoscere
Questi numeri li devi stampare e attaccare al muro.
India:
2025: 35 milioni di partenze internazionali
2050: 415 milioni (+10,4% all'anno)
Popolazione potenziale di viaggiatori: da 425 milioni a 883 milioni
Cina:
2025: 155 milioni di partenze
2050: 365 milioni
Popolazione potenziale di viaggiatori: da 1,1 miliardi a 1,3 miliardi
Fermati un attimo e pensa.
Nel 2050 ci saranno 780 milioni di viaggiatori in più solo da questi due paesi.
E cosa cercano?
Esperienze culturali. Patrimonio storico. Gastronomia. Prodotti di lusso.
L'Italia è esattamente quello che stanno cercando.
La domanda vera non è "se" arriveranno.
La domanda è: tu sei pronto a riceverli?
Il tuo sito ha una versione in inglese decente? In cinese?
Sei presente sulle OTA asiatiche (Ctrip, MakeMyTrip, Klook)?
Hai almeno un'offerta pensata per loro?
Se la risposta è "no, ma prima o poi lo faccio", allora "prima o poi" è adesso.
Smetti di pensare al "viaggiatore medio"
Ecco un altro problema che arriva con la crescita.
Oggi ci sono 7 generazioni che viaggiano simultaneamente.
Sette.
Ognuna con aspettative diverse. Budget diversi. Comportamenti diversi.
I Gen Z (nati tra 1997 e 2012) entreranno nel picco del potere di spesa entro il 2050.
Avranno tra i 38 e i 53 anni.
E i brand che oggi costruiscono una connessione emotiva con loro, saranno quelli che vinceranno domani.
Ma attenzione: connessione emotiva non significa "facciamo un post su Instagram".
Significa:
1. Flessibilità
Gen Z vuole cambiare programma all'ultimo. Vuole cancellare senza penali. Vuole sentirsi libero.
2. Esperienze personalizzate
Non "tour di gruppo". Ma "il TUO tour". Quello che nessun altro fa esattamente come te.
3. Loyalty riprogettata
Il vecchio modello "accumula punti e avrai una notte gratis" è morto.
Oggi loyalty significa: accesso a esperienze esclusive, trattamento VIP, sorprese inaspettate.
4. Prodotti per nuovi pattern di viaggio
Viaggi multi-generazionali (nonni + figli + nipoti).
Soggiorni estesi (lavoro + vacanza = "bleisure").
Viaggi in solitaria (specialmente donne).
Se provi a piacere a tutti, non piaci a nessuno.
La mossa vincente:
Scegli 2-3 generazioni target. Costruisci 2-3 offerte specifiche per loro.
Stop.
Non puoi essere tutto per tutti.
Ma puoi essere perfetto per qualcuno.
Vai dove c'è la crescita (non dove c'è già la folla)
Strategia semplice:
1. Costruisci presenza in Asia-Pacifico
Non devi aprire un hotel a Shanghai.
Ma devi essere trovabile da lì.
Registrati sulle OTA asiatiche. Traduci il sito. Investi in ads mirati.
2. Diversifica le destinazioni
Se sei un tour operator che vende solo Roma-Firenze-Venezia, stai competendo con tutti.
Aggiungi destinazioni secondarie. Meno conosciute. Più autentiche.
La domanda si sta distribuendo oltre gli hub tradizionali.
3. Difendi il turismo domestico
Gli italiani che viaggiano in Italia restano il motore principale di volume, frequenza e loyalty.
Non trascurarli per inseguire solo i mercati esteri.
L'Intelligenza Artificiale: utile o fuffa?
Parliamoci chiaro.
L'AI è utile se ti fa risparmiare tempo e ti fa vendere meglio.
L'AI è fuffa se serve solo a "fare scena" o a scrivere post generici su LinkedIn.
Punto.
Dove l'AI ti aiuta davvero:
L'AI sta evolvendo da "strumento che ti aiuta" a "sistema che fa al posto tuo".
Ci sono tre livelli:
Livello 1: "Mi aiuta a pensare"
Capisce il linguaggio naturale
Rileva anomalie (tipo: "perché ho avuto zero prenotazioni giovedì?")
Fa previsioni ("la prossima settimana avrai picco di richieste")
Livello 2: "Mi aiuta a fare"
Automazione intelligente (risponde alle FAQ in 3 lingue)
Chatbot che non solo parla, ma esegue (tipo: "Cambia la mia prenotazione al 15 marzo")
Ti suggerisce la prossima azione migliore
Livello 3: "Lo fa per me"
Decisioni autonome (tipo: prezzo dinamico in tempo reale)
Gestione completa di processi (rebooking automatico in caso di problemi)
Workflow multi-step senza che tu muova un dito
Entro il 2030, l'AI agentici (quella che "fa per te") diventerà normale.
Non devi diventare un esperto di AI.
Ma devi sapere dove usarla.
Dove usare l'AI nel turismo (esempi pratici)
Sul lato operazioni (interno):
✅ Automazione operazioni di frontline
Rebooking automatico. Richieste di servizio. Risoluzione problemi ripetitivi.
Risultato: gestisci la complessità su scala senza impazzire.
✅ Gestione predittiva di property
Manutenzione predittiva (l'AI ti avvisa: "Caldaia da controllare tra 2 settimane").
Assegnazione dinamica delle camere (quella con vista per chi ha speso di più).
Routing automatico delle pulizie (ottimizza i percorsi del personale).
✅ Pricing dinamico e bundling
L'AI crea bundle ("camera + spa + cena"), testa prezzi diversi, reagisce a picchi di domanda.
Tu non devi fare niente. Vendi di più. Automaticamente.
✅ Produttività della forza lavoro
L'AI supporta il tuo staff con insight, suggerisce la prossima azione migliore, orchestra i workflow.
Il tuo team lavora meglio. Non di più. Meglio.
Sul lato viaggiatore (esterno):
✅ Pianificazione e booking autonomi
L'AI progetta e prenota itinerari end-to-end usando preferenze, loyalty, calendari e disponibilità real-time.
Il cliente dice: "Voglio una settimana in Toscana, cibo e vino, budget medio".
L'AI risponde con 3 itinerari completi. Pronti. Prenotabili.
✅ Risoluzione disruption in tempo reale
Volo cancellato? L'AI riprenota automaticamente, estende il soggiorno, avvisa il cliente.
Zero stress. Zero perdite di tempo.
✅ Esperienze iper-personalizzate
L'AI anticipa bisogni usando viaggi passati, segnali contestuali, dati non strutturati.
"Piove? Ti suggerisco il museo + degustazione vini invece del tour in bici."
✅ Ottimizzazione spesa e loyalty
Applica automaticamente miglia, ottimizza redemption, massimizza progressione tier.
Il cliente spende meno. Tu fidelizzi di più.
Ma attenzione:
L'AI è un moltiplicatore.
Se hai un sistema che funziona, l'AI lo rende più veloce e più efficace.
Se hai un caos, l'AI moltiplica il caos.
Quindi prima sistema le fondamenta. Poi automatizza.

Esempio reale: quando la "complessità" costa più delle commissioni
Giulia gestisce un boutique hotel da 18 camere in provincia di Siena.
Nel 2024 ha avuto:
+38% di richieste rispetto al 2023
7 canali attivi: Booking.com, Expedia, Airbnb, email, telefono, WhatsApp, Instagram DM
Occupazione media 82% (alta stagione al 95%)
Sulla carta, un successo.
Ma guardando i numeri veri:
❌ Margine netto -12% rispetto all'anno prima
❌ 14 ore a settimana perse a ricopiare prenotazioni tra sistemi diversi
❌ 3 doppie prenotazioni in 6 mesi (con relative cancellazioni e recensioni negative)
❌ €11.400 in commissioni OTA su prenotazioni che potevano arrivare dirette
❌ Tempo di risposta medio: 8 ore (troppo lento per i clienti abituati a risposte immediate)
Il problema?
Giulia stava pagando la "tassa sulla complessità".
Più canali = più richieste = più lavoro manuale = più errori = meno tempo per vendere meglio.
La soluzione:
Dicembre 2024: implementa 1 sistema di channel manager + 1 chatbot multilingue (inglese, cinese, tedesco) per rispondere alle 15 domande più frequenti 24/7.
Risultati dopo 3 mesi (gennaio-marzo 2025):
✅ Tempo risparmiato: 11 ore/settimana (da 14h a 3h di lavoro amministrativo)
✅ Tempo di risposta medio: 45 minuti (da 8 ore a meno di 1 ora)
✅ Zero doppie prenotazioni
✅ Prenotazioni dirette: +34% (più persone arrivano dal sito e non dalle OTA)
✅ Commissioni risparmiate: €3.200 in 3 mesi
✅ Margine netto recuperato: +18%
Cosa è cambiato davvero?
Giulia ha smesso di "correre dietro alle richieste" e ha iniziato a gestire con un sistema.
Non ha assunto personale.
Non ha speso migliaia di euro.
Ha semplicemente eliminato la tassa sulla complessità.
E ora ha tempo per fare quello che conta davvero: vendere esperienze, non camere.
Se anche tu hai la sensazione di correre sempre in perenne affanno forse è il segnale che devi fare qualcosa e creare un nuovo metodo sostenibile di lavoro.
E se le cose ti dovessero andare ancora meglio di così e ti arrivassero tante nuove richieste come farai?
Hai una domanda? Falla adesso.
Non fare come fanno tutti: leggere, annuire, chiudere la mail, dimenticare.
Se hai letto fino a qui, probabilmente hai almeno una domanda che gira in testa.
Scrivici.
Rispondi a questa email con la tua domanda. Anche lunga. Anche confusa.
Ti rispondiamo entro 48 ore (non con risposte automatiche, ma personalmente).
Perché lo facciamo?
Perché le domande vere nascono da problemi veri.
E i problemi veri sono quelli che ci piace risolvere.
Non vendiamo "pacchetti". Non facciamo consulenze generiche.
Lavoriamo solo su problemi concreti con soluzioni misurabili.
Quindi:
Qual è la tua domanda più urgente in questo momento?
Rispondi. Scriviamo. Vediamo se possiamo aiutarti.
P.S.: Se conosci qualcuno del turismo che si sente "pieno ma stanco", inoltra questa email. È il sintomo numero 1 della tassa sulla complessità.
Buon lavoro e buon viaggio verso la tua… Next destination 😄 💡




